Benessere e Pittura : La Grande Madre
Massimo on Mar 13 2008 at 8:00 am | Filed under: Crescita personale Vari articoli
Chi non vorrebbe svegliarsi ogni mattina traboccando d’energia?
Sentire fluire nelle sue vene la linfa della vita?
Percepirsi in perfetto equilibrio per abbordare i cambiamenti che si presentano con fluidità e perché no, curiosità?
Beh…IO per primo!
Per questa ragione, ho dipinto “La Grande Madre” in uno stato di gioia ininterrotta. Era inabitualmente piccolo per me, 70×70 cm, ma il suo messaggio mi arrivava chiaro e forte. Ascolta quello che il bambino vuole condividere sul mio blog “wellness Pittorico”. Ci troverai pure le storie di “La ragazza con l’aquilone” e della donna di “L’attesa”.
Intanto t’invito a analizzare con me il quadro di oggi.
Fammi sapere quello che hai percepito!
“Guarda le mani! Ovviamente la loro posizione è quella dell’accoglienza. Accolgono quello che hanno saputo manifestare, vale a dire un parto. E che cos’è un parto? La nascita di un nuovo essere e, in senso più allargato, un cambiamento di vita tale che lo possiamo paragonare a una nuova esistenza. Un parto può essere vissuto con dolore e resistenza oppure con facilità e gioia.
Appunto, la scena trasmette un senso d’equilibrio e d’armonia, dovuto in particolare alla forma del quadro: un quadrato girato per creare un rombo.
Il quadrato è un potente simbolo universale di stabilità e di permanenza (il mio Articolo precedente). Il rombo associa due triangoli che collegano l’alto e il basso, il maschile e il femminile. Ritroviamo i due triangoli nella grotta a forma di organo genitale femminile -punta verso l’alto- e nello spazio vuoto formato dalle mani- punta verso il basso.
Mi piace immaginare che, al centro di quest’equilibrio, sta nascendo un essere perfettamente compiuto, in possesso della saggezza acquisita da chi supera, vittorioso, tutte le prove e sfide.
La sua nascita inaugura la creazione di un mondo nuovo, partorito al riparo di una grotta, la Matrice Universale.
Il bambino è posizionato al centro della composizione, il luogo dove tutto diventa immutabile e permanente.
Ha delle guance belle tonde come del resto anche la Mamma, e non solo. Lei ci trasmette una sensazione d’abbondanza e prosperità tramite le sue forme più che generose. Mi sono ispirata dalla Venere di Willendorf , una statua paleolitica.
Bambino, Madre e tutti gli elementi sono fatti della stessa roccia, gigantesca coppa, composta di raccoglitori successivi dell’essenza primordiale, l’energia sublime dell’Amore.
Il colore arancione o Siena bruciata, fa riferimento al 2° chakra, non per niente chiamato il chakra sacrale.
Sede delle emozioni, dei sentimenti e dell’identità femminile, è fonte della creatività, del potere femminile, dell’energia vitale.
La scena del parto avviene in uno spazio che potrebbe essere un altare, intimo, preservato e sacro, ideale per fare da mediatore tra l’umano e il divino, un mediatore disponibile per l’eternità perché scolpito dalla roccia, una materia perenne e stabile.
E quello che ci trasmette il bambino, per sempre, è il suo approccio al mondo nuovo che sta per conoscere: gli occhi ben aperti per non perdere nulla di quello che sta scoprendo, la bocca aperta su un oh!di sorpresa deliziata. Non oppone nessuna resistenza al cambiamento né paura dello sconosciuto.
Abborda con estrema facilità la sua vita nuova, pienamente fiducioso nelle mani che lo accolgano e curioso di quello che potrà combinare di bello e di giocoso.
Per firmare, ho scolpito il mio nome nella roccia attorno alla grotta. Dopo tutto, sono IO, sei TU la creatrice, il creatore della propria vita.
Che cosa c’è da temere?
Come può essere meglio di così?”
Annick
